LE RISERVE DEL NOBILE DI MONTEPULCIANO

 

 

Degustazione guidata, SAB 17/11 ore 21.30

Di vino profumano moltissime pagine della letteratura mondiale di ogni tempo. Uno solo però può vantarsi della presenza nel celebre romanzo Il Conte di Montecristo, scritto da Alessandro Dumas, fra il 1844 ed il 1846, dove si legge che con la cacciagione “… un fiasco di vino di Montepulciano dovevano completare il pranzo.”

Nonostante questa fama, è da più di due secoli che va avanti la disputa sulla paternità del nome “montepulciano”, conteso tra i viticoltori abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano in Toscana. La confusione è nata probabilmente nella Baronia di Carapelle, tenuta dei Medici in Abruzzo, zona nella quale vennero importate dalla Toscana le prime tecniche viticole ed enologiche; confusione poi alimentata dalla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche e dalla produzione di vini non troppo diversi tra di loro, anche se il Nobile di Montepulciano è vinificato da un’antica selezione clonale del vitigno sangiovese, detto Prugnolo Gentile; mentre il montepulciano d’Abruzzo è prodotto con uve dell’omonimo vitigno.
Torniamo in Toscana, a Montepulciano, più precisamente in quei 670 ettari che copron0 quasi tutto il territorio comunale, a sud di Siena. Qui, e solo qui, si produce il Nobile, secondo quanto stabilito prima dal disciplinare della doc, datato 1966, e poi dal disciplinare della docg, del 1980 che sancisce che dev’essere composto dal 70% minimo di sangiovese, Prugnolo Gentile, a cui solitamente si aggiunge canaiolo, per un massimo del 20%, e mammolo, che aggiunge una componente floreale  intrigante. Ma queste norme, relativamente recenti, regolano produzioni ben più antiche, le cui tracce si perdono nella notte dei tempi. Le prime citazioni del vino di Montepulciano risalgono al 789; in un documento del 1350 si stabiliscono le clausole per il commercio e l’esportazione di un vino prodotto nel distretto di Montepulciano. Il nome Nobile si trova per la prima volta in un documento del settembre 1787 che accompagnava la consegna di 28 fiaschi di Vino Nobile al Conservatorio fiorentino detto Il Conventino. Poi fino al 1930 e oltre, il vino venne chiamato ufficialmente “Vino rosso scelto di Montepulciano”; fino a quando il successo del vino di un produttore, Adamo Fanetti, che aveva il pallino di denominare quello che produceva lui con l’appellativo di Nobile, fece estendere il nome a tutti i vini prodotti nel comune.
La peculiarità del Nobile risiede, come per tutti i grandi vini, nel legame con il territorio e quindi con la tradizione e le caratteristiche del suolo: un’alternanza di sabbie e argille che mescolandosi creano condizioni ideali per produrre vini di struttura, profumati, ma con tannini fini. Il Nobile è un vino fine, di corpo, con un bouquet intenso a base di prugne, ciliegie, olive, viole, note erbacee e terrose. La freschezza è vivace, il frutto caldo e levigato, i tannini sono intensi, ma scolpiti da un lungo affinamento in legno. Un vino quindi balsamico e caratterizzato da note terrose e di sottobosco, riconoscibile per la morbidezza dei tannini e il classico frutto “tutto prugna”. Il Nobile deve essere sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno due anni, di cui almeno uno in legno, a partire dal 1º gennaio successivo alla vendemmia. Se il periodo di maturazione sale a tre anni, può portare in etichetta la qualifica di riserva. E saranno le Riserve del Nobile le protagoniste della degustazione guidata di Biennale Enogastronomica.

Aziende in degustazione

Bindella

Boscarelli

Buracchi

Cantina Vecchia di Montepulciano

Cantine Dei

Carpineto

Fattorie del Cerro

Le Berne

Poliziano

Tenuta di Gracciano della Seta

CREDITS: Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

2018-10-18T08:15:08+00:0018 ottobre 2018|Degustazioni guidate, News|