GAETANO TROVATO, RISTORANTE ARNOLFO

 

Table chef, DOM 18/11 ore 20.30

Un palazzo del 1600 su quatro livelli con una terrazza da cui si ammira il panorama delle colline senesi: questo è Arnolfo, ristorante e relais sulle mura di cinta di Colle di Val d’Elsa, dal 1982 teatro dell’opera di Gaetano Trovato, chef e patron cui i titoli, le onorificenze, le stelle non rendono compiutamente conto di una vocazione e di un mestiere che si traducono in una cucina di straordinario livello. Potremmo definirla mediterranea se il termine non evocasse, insieme a genuinità e territorialità, anche una quota di improvvisazione, che in  Gaetano assume il significato di creatività mista a passione e meticolosa attenzione. Ma al di là delle etichette, l’esperienza da Arnolfo colpisce innanzitutto per la qualità dell’accoglienza, di cui è complice il fratello di Gaetano, Giovanni, sommelier e responsabile della onirica cantina. Qualunque sia stata la scelta tra uno dei tre menu proposti in questo autunno 2018 (Evoluzioni contemporanee, Essenze del territorio, Architetture vegetali) quando i piatti arrivano alla vostra tavola impossibile non rimanere stupiti della loro perfezione estetica, che è ricerca espressiva della forma, lavoro sulla materia come prologo visivo all’esperienza gustativa. Insomma il percorso umano e professionale di Gaetano (nato in Sicilia nella provincia di Ragusa da una famiglia contadina, formatosi presso una scuola alberghiera in Svizzera,  maturato attraverso i lavori in Germania e poi in Olanda,  l’apprendistato a Saint-Moritz, quello sotto la guida dello chef Angelo Paracucchi ad Ameglia, le tappe al Moulin de Mougins di Roger Vergé e a Parigi da Gaston Lenôtre) lontano dall’essere arrivato a un approdo, passa ancora ogni giorno, per il tramite del piacere della sperimentazione, dall’amore per i sapori alla rara capacità di unire i contrasti, attraverso sagge mescolanze tra dolce, salato, amaro, acido. Difficile sintetizzare quindi la sua cucina in poche parole, se non quelle onnicomprensive di cucina contemporanea basata su prodotti del tutto naturali e ingredienti eccellenti. Che lui – un architetto come ama definirsi – plasma fino a creare tableaux vivants belli da vedere e buoni da mangiare: i suoi piatti ci portano in un viaggio dalle vette dell’estetica artistica alla pienezza materiale del gusto.

2018-11-02T08:35:56+00:0002 novembre 2018|Chef protagonisti, News|