FISAR FIRENZE: PARTNER DI BIENNALE ENOGASTRONOMICA 2018

 

Anche per l’edizione 2018, FISAR Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori è partner prezioso e insostituibile per tutte le attività di degustazione di vino e distillati. La delegazione fiorentina da tempo collabora alle attività di Biennale, prestando sommelier qualificati per il servizio dei vini, l’allestimento delle postazioni e il supporto necessario per questo tipo di attività.

Tanti i giovani sommelier appassionati che coadiuvano questi appuntamenti con la loro professionalità e con il loro sorriso e che comunicano il vino in modo discreto, attraverso gesti, tecnica ed eleganza.

Abbiamo rivolto alcune domande al Delegato di Firenze Aldo Mussio.

1) FISAR è sempre molto disponibile a fornire il proprio aiuto a supporto di manifestazioni rivolte al pubblico finale. Qual è l’importanza di esserci?

Ci sono tanti modi per dimostrare la propria presenza ma fra tutti, l’esserci, il metterci la faccia, il cuore e la passione sono gli strumenti migliori per trasmettere quello che facciamo e come lo facciamo. Essersi aperti capillarmente alle manifestazioni è stata la chiave di volta per portare ad essere oggi quello che siamo sul territorio e per riuscire a trovare tante persone disponibili a mettersi in gioco in un percorso di studio, non a caso quest’anno passeremo i 1000 soci attivi. Quando ci siamo diventiamo il modello, sta a noi il fatto che sia positivo e invogli a essere emulato.

 

2) lI sommelier che svolge questo tipo di servizio è una presenza discreta tra il pubblico, si limita a servire il vino e mostrare l’etichetta, ma in realtà in modo silenzioso comunica il vino con forza. E’ così?

Il sommelier tra il pubblico deve essere poliedrico, discreto quando serve e presente a necessità, rispettare il commensale e invogliarlo ad aprirsi ad un esperienza di piacere. Un movimento elegante, la postura che si assume nel servire, un sorriso sempre pronto, sono i precursori dell’assaggio che segue al servizio. Come in ogni attività la prima cosa che si nota è l’immagine che spesso accompagna il giudizio successivo e per questo è importante che venga trasmessa nel migliore dei modi.

 

3) Bere e degustare sono due parole in antitesi? Ma il sommelier senza divisa smette mai davvero di degustare?

Non sono in realtà in antitesi ma si accompagnano una all’altra. Sempre si inizia dal bere e quando poi si raggiunge la consapevolezza del gesto e del suo contenuto allora stiamo degustando. Un sommelier, in divisa o senza divisa, beve per piacere e degusta per conoscenza che non è un aspetto tecnico ma assolutamente edonistico e quindi perchè mai voler smettere ?

 

4) Quando si devono servire vini da magnum a platee numerose, occorrono sommelier con bicipiti d’acciaio o si possono aiutare con entrambe le mani per servirlo?

È permesso l’uso della seconda mano come appoggio per il collo della bottiglia per evitare spiacevoli conseguenze. Sta al sommelier decidere se e quando usarla.

 

5) Per un sommelier in servizio è peggio non poter assaggiare il grande vino che sta servendo o aprire la bottiglia e trovarlo difettato? 

Un sommelier in servizio deve sempre assaggiare il vino che sta servendo per evitare di servirlo difettato, è un gesto semplice, limitato, ma fondamentale del servizio. La bottiglia difettata è un inconveniente che può accadere e trovare correttamente un difetto non è un dispiacere ma la conseguenza di aver fatto bene il proprio lavoro. Il vero dispiacere sarebbe piuttosto servire un vino difettato, non il fatto di servirlo senza poterlo degustare a pieno. Certo che il dispiacere per non aver potuto godere di un grande vino che viene servito onestamente qualche volta ci accompagna.

 

2018-09-17T12:47:40+00:0021 luglio 2018|Altre attività, News|