CHE SYRAH SYRAH, MA CHE SIA DI CORTONA

Degustazione Guidata SAB 17/11 ore 18.00

Avete presente la diatriba che impazza sulle origini del Syrah? I persiani la rivendicano uva loro, con 7000 anni di storia e una intera città Shiraze pronta a ricordarti che nomen omen.  Ci provano timidamente anche i siciliani a rivendicare una sorta di origine fiabesca da Siracusa, grazie alla forte attinenza dei due nomi. Italiani brava gente, soprattutto molto fantasiosi! Gli Australiani sono noti in tutto il mondo per il loro  Shiraze, che sebbene si tratti di Syrah e quindi il vitigno sia lo stesso della Valle del Rodano, altresì non si può dire per i vini. Ma non stiamo qui a far sottigliezze, resta il fatto che ne hanno piantato talmente tanto da considerarlo quasi locale.  In Sudafrica dà buone espressioni in blend con altri vitigni, e in California, oltre a molti Syrah, si possono trovare addirittura i Rhone Rangers, tanto per capire quanto la syrahmania imperversi. Comunque in barba a tutte le teorie e fazioni si scopre che il Syrah risulta essere un incrocio di due varietà francesi e fine della poesia; non solo la Francia è modello per i grandi syrah ma pare essere anche la culla natale di questo vitigno. I soliti francesi pigliatutto. Poi ci sono i vignaioli di Cortona, in Toscana, che invece se ne stanno zitti, non rivendicano nessuna paternità, ma semplicemente si limitano a fare un vino buono. Anzi ottimo. Ed ecco che l’attenzione internazionale arriva sul paesello della Val di Chiana, e tutti gli intenditori a cercare l’Hermitage nel Bosco, il Croze-Hermitage a Poggiobello di Farneta e i due versanti della Cote Rotie l’uno al Poggio del Sole e l’altro al Castagno. Cornas non l’hanno ancora trovato pare, forse bisogna scendere verso il Trasimeno.

A dispetto dell’incertezza sulle origini, noi di una cosa siamo certi: a Biennale tutti i Syrah provengono da Cortona.  Non ci piove. Si, chiaro che a volte piove a Cortona, perché il clima lì è continentale, ma ha estati calde e ventilate, quelle che tanto ama la Syrah. Le piace così tanto l’estate e il caldo che nemmeno chiude gli stomi fogliari sotto il sole, ma si abbronza fino a ingiallire e soffrire. Perché come dice il proverbio toscano “chi bello vuole apparire un po’ deve soffrire”. E chissà quanto soffre per venire così buona, colorata, fresca e setosa, bella e pizzichina. In Val di Chiana non si scimmiotta la Valle del Rodano, ma una cosa è certa, Under the Tuscan Sun, la Syrah cresce bene, parecchio bene.

Aziende presenti

Amerighi

Baldetti

Baracchi

Dionisio

I Vicini

Il Fitto

La Braccesca

Leuta

Mezzetti

Poggio Sorbello

 

Credits: Fabrizio Dionisio

 

2018-09-17T15:47:22+00:0026 agosto 2018|Degustazioni guidate, News|